Recensione Odissea: Nolan non tradisce, a parte un dettaglio

Presente anche Collectme.it all’anteprima stampa, all’Arcadia di Melzo (formato 70mm), di Odissea, il nuovo, epico, film di Christopher Nolan.
Un regista che sa toccare l’anima dello spettatore
Ci sono film che lasciano un segno in chi li guarda. Ci pensi per ore, anche il giorno seguente. Non accade spesso, anzi è una rarità. Per fortuna, Odissea è uno di quei film “magici” che toccano l’anima dello spettatore.
In due ore e 53 minuti, si viene catapultati nel meraviglioso poema omerico, rivisto e reinterpretato da un visonario regista di talento come Christopher Nolan. Ogni sequenza è arte pura, ogni personaggio perfettamente incastonato in quella che sembra davvero la tela di Penelope con una differenza sostanziale: non si disfa ma si completa con un finale in crescendo, ovvero l’atteso ritorno a Itaca di Ulisse.
Un cast eccezionale, zero spazio alle polemiche
Oltre ad una regia sapiente, anche il cast è eccezionale. Matt Damon è perfetto nel ruolo di Ulisse, così come Anne Hathaway soprende per la sua maturità come Penelope. Tom Holland (Telemaco) e Robert Patterson (il rivale Antinoo) sono due facce della stessa medaglia, perfettamente antitetiche. Che dire di Elena di Troia interpretata dall’attrice di colore Lupita Nyong’o che tanto scalpore ha causato con bufere social infinite? Beh, la sensazione è che si è esagerato e che, guardandola recitare, si capisce che è perfettamente connessa con l’opera.
“L’Odissea è un’opera incredibile, estremamente importante per la storia del mondo e lo sviluppo della cultura, ma non è mai stata adattata in un moderno blockbuster. Riflettendo su questo, mi ha stimolato la sfida di creare il mondo mitico dell’antica Grecia ed ero entusiasta di raccontare la sua storia, con tutta la ricchezza dei suoi temi, in un modo che non avevo mai visto”, parole di Christopher Nolan, regista che, con capolavori come Oppenheimer, Tenet, Dunkirk, Interstellar, Inception e la trilogia de Il cavaliere oscuro, hanno incassato più di 6 miliardi di dollari al botteghino global.
Difetti ce ne sono? A voler essere pignoli, la scelta di usare l’inglese moderno come linguaggio lascia qualche dubbio ma, in fin dei conti, reinterpretare è comunque un’arte, no? I fedeli al classicismo non saranno d’accordo ed è anche giusto così. Ognuno ha diritto di parola ma questo è il film di Christopher Nolan, quello che voleva fare da 20 anni e che ha realizzato come piaceva a lui (e a tanti di noi).




